In memoria di MARIO UCCELLINI

Vagando per le vie dell’umano ho conosciuto
corpi piagati, volti imploranti
E colui che ha la vita la dona con la sua dolorosa passione: evento che si trasforma in gioia di
resurrezione
Con questi versi si apre la raccolta delle opere che tracciano il percorso artistico di Mario Uccellini.
Mario si è spento dopo aver portato a lungo un male incurabile. Maria Franca e Maria Ignazia hanno raccolto per noi il suo ultimo sorriso e la sua premurosa attenzione verso la nostra comunità. Per la destinazione prevalentemente liturgica, le sue opere si possono riconoscere come “arte sacra”, ispirate da una fede che ama la bellezza e il Mistero che in essa si rivela, e si cela. La nostra Comunità è testimone della coralità che prepara e custodisce il sorgere delle sue ispirazioni più belle. Mario ha espresso artisticamente due luoghi del cuore, tra tutti prediletti: la maternità (con la sua anticipazione nell’Annunciazione), e la Via Crucis, che segna una stagione fondamentale della sua produzione artistica – forse, della sua vita. In un tempo di particolare prova a livello esistenziale concentra tutta la sua ricerca di armonia, nell’individuazione delle quattordici (e più) stazioni del dolore nel Figlio dell’Uomo. Nella sua opera non ci sono regole, ma una spinta. Il gusto del mondo della vita, in una prospettiva di fede. Cose umane. Il mondo vivo. Le cose semplici. Ma per arrivarci, molta ricerca, pazienti tentavi, capacità di modellare attraverso il rapporto che si crea con la comunicazione propria dell’arte: non perfezionismo, ma gratuita comunicazione. La più elementare. Non cercava Mario il plauso, il consenso, il riscontro della critica. Ha perseguito la pura gioia di esprimere un’intuizione.
Oggi, lo ricordiamo con affetto grande, custodendo l’opera che ha lasciato nella nostra casa e in Abbazia – il Cristo risorto della parte alta del porta cero pasquale vediamo qui – testimonianza della sua fede e della sua immersione nel Mistero che sempre ha accompagnato la sua vita di medico e di artista.
Siamo accanto a Giorgio, Katia e Lorenzo

